Poi ho iniziato a fare collage sul cinema (e lì si è complicato tutto)
- Paola Montanaro

- 3 giorni fa
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All’inizio era tutto molto semplice: tagliavo, incollavo e mi divertivo. Fine.
Poi è arrivato il cinema… e ho iniziato a complicarmi la vita.

Ho pensato: “rifaccio un volto”.
In realtà stavo mettendo insieme pezzi totalmente a caso — pubblicità, parole, ritagli improbabili — sperando che diventassero qualcosa di vagamente umano.
Non sempre succedeva.

Ci sono stati occhi un po’ inquietanti, proporzioni discutibili e risultati che definire “sperimentali” è già un complimento.
Però ogni tanto funzionava.
All’improvviso, tra un ritaglio e l’altro, compariva un volto con carattere. Non perfetto, ma vivo. E soprattutto credibile, a modo suo.
E lì ho capito una cosa.
Non mi interessava essere precisa. Mi interessava creare qualcosa che “tenesse lo sguardo”, come al cinema.
Questi primi collage sono un mix di tentativi, errori e piccole intuizioni.
Ma sono anche il momento in cui ho smesso di giocare… o almeno di far finta.
E ho iniziato a fare sul serio. Con carta e forbici.
“Se ti va, continua a seguire: la prossima settimana, tra carta e forbici, prende forma un’altra storia.”

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